ARTICOLI… UNA SCELTA PER TUTTI – NOVEMBRE 2018

image[1]L’IRI NON TORNA PIU’ PURTROPPO
di Bruno Manfellotto – L’Espresso di domenica 2 settembre 2018

Diciamo la verità: nella storia recente, l’impresa di Stato ha finito per dare pessima prova di sé; gli imprenditori privati si sono dimostrati egoisti poco propensi al rischio, incapaci di crescere; e la politica, lungi dal suo ruolo istituzionale di regolazione e controllo, è stata miope, assente o invasiva. Insomma, ognuno ci ha messo il suo. Ora, però, dopo la tragedia di Genova, sarebbe suicida agire senza comprendere, decidere senza riflettere, muoversi per punire e non crescere. Perché il crollo del Ponte Morandi ha sollevato questioni che vanno molto al di là della necessità di ricostruire.


DmO5PfFXsAAvF0A[1]IL MIO LAVORO? IN UNA ONG
di Fabio Savelli – Il Corriere della Sera – #buonenotizie – di martedì 5 settembre 2018

Le organizzazioni non governative: un settore in consolidata crescita occupazionale. I dati i Open Cooperazione: mille offerte di posti in 12 mesi, oltre a 2 mila addetti e 15 mila all’estero. La ricerca di nuove professionalità: agronomi, esperti di energie rinnovabili e “dialogatori”. Lo strumento che avvicina a questi mondi è spesso il servizio civile: il bando 2018 per 53 mila unità.
Potremmo definirlo uno stravolgimento. Che sta cambiando i connotati dell’attività della cooperazione internazionle amplificando la sua dimensione organizzativa e ampliando la ricerca di profili professionali solitamente appannaggio del mondo profit. Una ricerca che spesso diventa occasione di inserimento nel mondo lavorativo per i giovani: attratti dalle Ong come volontari (sono migliaia) o per l’anno di servizio civile, che sia nazionale o europeo.


43976-thumb[1]IL BELPAESE ORMAI E’ BRUTTO
di Ernesto Galli della Loggia – Il Corriere della Sera – di domenica 9 settembre 2018

Inizialmente, infatti, la cultura civica del Paese fu limitata in sostanza a quella delle sue élite politiche e del sottile strato di persone a esse in vario modo vicine (e dio sa con quali e quante contraddizioni!). Ma a compensare in qualche misura queste carenze, e quindi a rendere possibile la crescita di una vita pubblica più o meno consona ai nuovi tempi democratici, valse almeno il fatto che nel tessuto italiano continuavano pur sempre a esistere una tradizionale civiltà di modi, una costumatezza delle relazioni sociali, un antico riguardo per le forme e per i ruoli, un generale rispetto per il sapere e per l’autorità in genere.


3639743_1857_mercedes_clase_e_2017_tecnologia_anticipo_05_1440px_1_800x494_1_[1]LA CITTA’ CHE VERRA’ SARA’ INTELLIGENTE E DAL CUORE FEMMINA
di Federico Cella– Il Corriere della Sera – Moda – di venerdì 7 settembre 2018

Si chiama MASA, e non è una farina bensì l’acronimo di Modena Automotive Smart Area. Una piccola porzione del futuro delle nostre città gestita dall’Università di Modena e Reggio Emilia con diversi partner tra cui Maserati. È il laboratorio sul campo di Rita Cucchiara, professore del dipartimento di ingegneria Enzo Ferrari della Unimore, dove si testano progetti di sicurezza intelligenti. Smart perché connessi e capaci di apprendere.
«I sensori lungo le strade osservano quanto hanno attorno e i dati elaborati predicono in centesimi di secondo che cosa sta per succedere»: è una magia digitale quella che racconta Cucchiara. Alla comprensione fa seguito l’azione: «La macchina con guida assistita riceve l’avvertimento di un bambino che attraversa la strada e frena per tempo da sola, così il semaforo indugia sul verde in attesa che la bici attraversi l’incrocio».


Lettura-ad-alta-voce-txt-2DI QUELL’ESTATE MI RESTA UNA FOTO RUBATA ALLA LUCE
di Francesco Dimitri – Il Corriere della Sera di venerdì 7 settembre 2018

La stagione era cominciata male, senza amore. Poi tutto passò, come le giornate in riva al mare. La Felicità? Non so che cosa sia, ma dura poco.
Questa storia è basata su quanto sta emergendo da Felicemente, la ricerca del Corriere su come gli italiani immaginano la felicità. È stata scritta per essere letta a voce alta a un’altra persona. Anche se oggi leggiamo soprattutto a bambini, un tempo leggersi a vicenda storie era un modo comune per passare il temo. La lettura a voce alta consente di stare insieme e creare empatia. Farlo è molto semplice e non richiede alcuna abilità. Semplicemente, prendi questa storia, trova un amico, e comincia a leggere.

Autore: Giuseppe Gottardo

Giuseppe Gottardo: scrittore, pubblicista, opinionista radiotelevisivo Roberto Brumat: giornalista, scrittore, comunicatore www.robertobrumat.it Con Occhio di lince promuoviamo le ultime pubblicazioni di libri (reperibili in italiano nelle librerie e in rete) orientati su aspetti economici e sociali. A ciò uniamo segnalazioni di recenti articoli.

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