ARTICOLI… UNA SCELTA PER TUTTI – DICEMBRE 2018

italia-sud-mezzogiorno-cartina-tricolore-corbis-672x351[1]EMERGENZA FORMAZIONE, LA PRIORITA’ PER IL MEZZOGIORNO
di Paolo Onofri e Stefania Tomasini – La Repubblica – Affari & Finanza di domenica 16 luglio 2018

Un divario che ha molte facce: innanzitutto la specializzazione settoriale, che vede il Sud meno industrializzato (11,8% la quota sul valore aggiunto totale rispetto al 24.6% del Nord-Est) e dunque con una minore capacità di esportare (11,3% la quota di export sul Pil a fronte del 35% del Nord-Est). Non sorprende quindi che la quota di lavoratori impiegati in micro-imprese (quelle con meno di 10 addetti, le meno produttive) sia del 62.4% al Sud contro una media del 20% al Nord e, specularmente, sia minima (9%) la quota di lavoratori in imprese grandi (più di 250 addetti, 27.8% nel Nord-Ovest).


cugusi-pic-nic-2017[1]IL RITO DEL PICNIC. L’ARTE DELLA FELICITA’ ISTANTANEA
di Alberto Pellai – Il Corriere della Sera di venerdì 13 luglio 2018

I bambini provano una strana eccitazione. Non è agitazione, è altro. E’ un misto di felicità e sorpresa. È sentire l’appartenenza. Alla propria famiglia, ad un rito che è al tempo stesso festivo e feriale. Perché come tutti i giorni, anche al picnic altro non si fa se non consumare un pasto in famiglia. Però il modo in cui lo fai è tutto diverso. Tutto bello. Il picnic è per i bambini la quintessenza della felicità. Per i loro genitori una deviazione dal percorso standard della quotidianità. Un pasto condiviso, ma sena tavolo e sedie. Una tovaglia stesa sul prato o sulla sabbia.


El-rostro-de-la-America-Latina[1]IL FUTURO DELL’AMERICA LATINA NON SARA’ MIGLIORE DEL PASSATO
di Ian Bremmer – Il Corriere della Sera di giovedì 19 luglio 2018

Negli ultimi mesi, guardando all’America Latina, l’attenzione degli analisti e dei media si è concentrata sulla crisi politica e sulla catastrofe economica del Venezuela, e a ragione. Ecco un Paese dove il partito di governo, che in passato ha vinto democraticamente le elezioni, non ha esitato a spogliare il parlamento di ogni potere in reazione alla vittoria delle opposizioni, ha riempito la magistratura di politici asserviti al regime e ha messo a tacere pressoché ogni genere di mezzo di comunicazione indipendente. I gruppi di opposizione possono esercitare pressione sul governo solo scendendo nelle strade. La violenza politica ha fatto centinaia di vittime. Un’economia fortemente dipendente dalle esportazioni di petrolio, oggi sempre più incerte, drogata da espedienti e scappatoie improvvisate nel corso di molti anni, ha causato penuria dei beni di prima necessità, tra cui cibo e acqua. Migliaia di rifugiati si sono riversati nei Paesi confinanti.


Giuseppe Garibaldi (1807-1882) general de l'armee sarde, patriote italien qui lutta pour l'unification de l'Italie (Risorgimento) gravure --- Giuseppe Garibaldi (1807-1882) General of Sardinian Army , italian patriot who fought for unification of Italy (Risorgimento) engraving

GIUSEPPE GARIBALDI
di Silvia Morosi – Il Corriere della Sera di venerdì 13 luglio 2018

Una sorta di Che Guevara, lo ha definito lo scrittore Andrea Camilleri, che — a differenza del rivoluzionario argentino — non commette l’errore di andare dove non c’è un terreno fertile per le sue idee. Un avventuriero giramondo, fuggiasco che cambia identità per sottrarsi agli inseguitori, passato ai sussidiari scolastici come «Eroe dei due mondi»: il Sud America, teatro delle sue gesta tra il 1834 e il 1848 per la libertà delle repubbliche del Rio Grande do Sul e dell’Uruguay, e l’Italia della spedizione dei Mille. Mille e ottanta persone che s’imbarcano a Quarto per un viaggio in cui si parlava poco l’italiano e molto il dialetto, animati dal sogno comune dell’Italia unita.


IMG_4780[1]FIUMI, MONTAGNE E LAGUNE. VIAGGIO TRA I NOSTRI PONTI
di Antonio Padovese – Il Corriere del Veneto di lunedì 26 febbraio 2018

l più antico è quello sull’Adige a Verona che risale ai Romani. Da Bassano del Grappa a Venezia, storie dei manufatti distrutti durante le guerre e ricostruiti nel ventesimo secolo
Uniscono le sponde di un fiume, collegano parti di uno stesso paese o, come nel caso di Venezia, un’intera città alla terraferma. Molta acqua è passata sotto i ponti di Veneto e Friuli Venezia Giulia. In questo «viaggio» proponiamo un itinerario attraverso alcuni fra i manufatti più belli e ricchi di storia del Nordest.

 

ARTICOLI… UNA SCELTA PER TUTTI – NOVEMBRE 2018

image[1]L’IRI NON TORNA PIU’ PURTROPPO
di Bruno Manfellotto – L’Espresso di domenica 2 settembre 2018

Diciamo la verità: nella storia recente, l’impresa di Stato ha finito per dare pessima prova di sé; gli imprenditori privati si sono dimostrati egoisti poco propensi al rischio, incapaci di crescere; e la politica, lungi dal suo ruolo istituzionale di regolazione e controllo, è stata miope, assente o invasiva. Insomma, ognuno ci ha messo il suo. Ora, però, dopo la tragedia di Genova, sarebbe suicida agire senza comprendere, decidere senza riflettere, muoversi per punire e non crescere. Perché il crollo del Ponte Morandi ha sollevato questioni che vanno molto al di là della necessità di ricostruire.


DmO5PfFXsAAvF0A[1]IL MIO LAVORO? IN UNA ONG
di Fabio Savelli – Il Corriere della Sera – #buonenotizie – di martedì 5 settembre 2018

Le organizzazioni non governative: un settore in consolidata crescita occupazionale. I dati i Open Cooperazione: mille offerte di posti in 12 mesi, oltre a 2 mila addetti e 15 mila all’estero. La ricerca di nuove professionalità: agronomi, esperti di energie rinnovabili e “dialogatori”. Lo strumento che avvicina a questi mondi è spesso il servizio civile: il bando 2018 per 53 mila unità.
Potremmo definirlo uno stravolgimento. Che sta cambiando i connotati dell’attività della cooperazione internazionle amplificando la sua dimensione organizzativa e ampliando la ricerca di profili professionali solitamente appannaggio del mondo profit. Una ricerca che spesso diventa occasione di inserimento nel mondo lavorativo per i giovani: attratti dalle Ong come volontari (sono migliaia) o per l’anno di servizio civile, che sia nazionale o europeo.


43976-thumb[1]IL BELPAESE ORMAI E’ BRUTTO
di Ernesto Galli della Loggia – Il Corriere della Sera – di domenica 9 settembre 2018

Inizialmente, infatti, la cultura civica del Paese fu limitata in sostanza a quella delle sue élite politiche e del sottile strato di persone a esse in vario modo vicine (e dio sa con quali e quante contraddizioni!). Ma a compensare in qualche misura queste carenze, e quindi a rendere possibile la crescita di una vita pubblica più o meno consona ai nuovi tempi democratici, valse almeno il fatto che nel tessuto italiano continuavano pur sempre a esistere una tradizionale civiltà di modi, una costumatezza delle relazioni sociali, un antico riguardo per le forme e per i ruoli, un generale rispetto per il sapere e per l’autorità in genere.


3639743_1857_mercedes_clase_e_2017_tecnologia_anticipo_05_1440px_1_800x494_1_[1]LA CITTA’ CHE VERRA’ SARA’ INTELLIGENTE E DAL CUORE FEMMINA
di Federico Cella– Il Corriere della Sera – Moda – di venerdì 7 settembre 2018

Si chiama MASA, e non è una farina bensì l’acronimo di Modena Automotive Smart Area. Una piccola porzione del futuro delle nostre città gestita dall’Università di Modena e Reggio Emilia con diversi partner tra cui Maserati. È il laboratorio sul campo di Rita Cucchiara, professore del dipartimento di ingegneria Enzo Ferrari della Unimore, dove si testano progetti di sicurezza intelligenti. Smart perché connessi e capaci di apprendere.
«I sensori lungo le strade osservano quanto hanno attorno e i dati elaborati predicono in centesimi di secondo che cosa sta per succedere»: è una magia digitale quella che racconta Cucchiara. Alla comprensione fa seguito l’azione: «La macchina con guida assistita riceve l’avvertimento di un bambino che attraversa la strada e frena per tempo da sola, così il semaforo indugia sul verde in attesa che la bici attraversi l’incrocio».


Lettura-ad-alta-voce-txt-2DI QUELL’ESTATE MI RESTA UNA FOTO RUBATA ALLA LUCE
di Francesco Dimitri – Il Corriere della Sera di venerdì 7 settembre 2018

La stagione era cominciata male, senza amore. Poi tutto passò, come le giornate in riva al mare. La Felicità? Non so che cosa sia, ma dura poco.
Questa storia è basata su quanto sta emergendo da Felicemente, la ricerca del Corriere su come gli italiani immaginano la felicità. È stata scritta per essere letta a voce alta a un’altra persona. Anche se oggi leggiamo soprattutto a bambini, un tempo leggersi a vicenda storie era un modo comune per passare il temo. La lettura a voce alta consente di stare insieme e creare empatia. Farlo è molto semplice e non richiede alcuna abilità. Semplicemente, prendi questa storia, trova un amico, e comincia a leggere.

CASA SU MISURA – FIERA DI PADOVA 6-14 OTTOBRE 2018

LogoCSM2018CASA SU MISURA – FIERA DI PADOVA
6-14 OTTOBRE 2018

Casa su Misura è il Salone di riferimento dell’arredamento e dell’edilizia, 400 espositori presentano il meglio della creatività, tradizione, design e originalità: il tutto ambientato in un format espositivo immediato e moderno.

Aziende e specialisti dell’edilizia e dell’arredamento di interni si incontrano a Casa su Misura, per presentare le novità e le tendenze di un settore in costante evoluzione.

Tutto ciò che serve per costruire, ristrutturare e rendere smart: espositori e specialisti del settore sono a disposizione del pubblico per aiutarlo a orientarsi tra offerte e prodotti di ultima generazione.

ARTICOLI… UNA SCELTA PER TUTTI – OTTOBRE 2018

farmacista[1]SE LA FARMACIA DIVENTA (QUASI) UN AMBULATORIO
di Maria Giovanna Faiella – Il Corriere della Sera di domenica 27 maggio 2018

Prenotare un esame o una visita specialistica nella farmacia sotto casa senza dover fare la fila alla Asl, oppure controllare la glicemia o il colesterolo con un test di autoanalisi e, persino, fare l’elettrocardiogramma grazie alla telemedicina o trovare, all’interno dei locali, l’infermiere per una medicazione o un’iniezione.
Oltre, a dispensare farmaci e consigli, sempre più spesso le farmacie offrono queste e altre prestazioni sanitarie. (…)


5741920678_b1f6d6a5c6[1]IL FASCINO MASCHILISTA DEL RASOIO
di Danilo Taino – Il Corriere della Sera di venerdì 25 maggio 2018

Alla quinta lama si inizia a farsi qualche domanda: cinque è davvero meglio di tre?
In fondo, quelle lamette da barba sono probabilmente l’unica importante tecnologia – altissima tecnologia – dedicata solo ai maschi: addirittura maschilista? Politicamente poco corretta: ma perché porsi interrogativi già allo specchio, di prima mattina, quando sappiamo che la giornata riserverà altri continui interrogativi.


Olea_europaea-800x445[1]LA RINASCITA DALL’ULIVO
di Patrizia Peiro – Il Corriere della Sera di martedì 12 giugno 2018

Ci sono poche cose peggiori che essere trascurati fino all’oblio. Gli ulivi di Oliete, un villaggio in Teruel, in Spagna, stavano scomparendo proprio per questa ragione. I 300 residenti di Oliete abitano circondati dagli alberi e la maggior parte delle famiglie possiede terra con almeno un paio di ulivi. Ma Oliete si trova in una delle zone più aride d’Europa e, a causa dell’esodo rurale, i suoi 100.000 ulivi sembravano condannati a seccare e morire. Poi, quattro anni fa, centinaia di «padrini e madrine» sono venuti in soccorso. (…)


childfree-ok[1]UNA DONNA SENZA FIGLI NON E’ UNA DONNA A META’
di Michela Andreozzi – Sette Corriere della sera di sabato 9 giugno 2018

Sono una femmina adulta, sana, piuttosto incline al sorriso e ho deciso di non mettere al mondo altri esseri umani: sono una «childfree». Una volta, una donna senza figli era considerata una femmina a metà: poteva essere zitella, suora o sterile, comunque era diversa, ma in ogni caso era impossibile che scegliesse deliberatamente di non riprodursi. Capitava. Oggi, invece, molte donne si interrogano sul loro reale desiderio di maternità, e alcune di loro scelgono di intraprendere una strada nuova rispetto a quella delle generazioni che le hanno precedute.


image[1]TONIOLO, L’ECONOMISTA DI DIO L’IDEA DI UN CAPITALISMO BUONO
di Daniele Ferrazza – Il Mattino di Padova di domenica 10 giugno 2018

A cent’anni dalla morte c’è ancora bisogno del pensiero di Giuseppe Toniolo, il sociologo e studioso cattolico definito «l’economista di Dio»? In un tempo dominato dalla grande finanza, nel quale gli interessi di pochi prosciugano le tasche dei molti, dove la forbice tra le classi sociali si fa sempre più ampia, un’implicita risposta si trova nelle pagine di Salvatore Falzone dal titolo «Toniolo senza baffi, una biografia del maestro dei cattolici italiani» (Ecra edizioni). Non inganni il titolo, volutamente ironico per l’uso di un agevole registro che alterna romanzo e saggio: il libro definisce il profilo di questo economista cattolico nato a Treviso nel 1845, morto a Pisa nell’ottobre di un secolo fa ma da sempre legato a Pieve di Soligo, il paese della moglie Maria Schiratti dove trascorreva lunghi periodi di riposo e dove è sepolto. Falzone riannoda il filo della sua vita descrivendo la sua casa, la famiglia, le abitudini, l’ascetica quotidianità dell’autore del «Trattato di economia sociale» – dal 2012 Beato della Chiesa – che ha dedicato la vita agli studi economici legati all’etica: il capitalismo non quale mera accumulazione di ricchezza ma come strumento e leva dell’economia reale.

ARTICOLI… UNA SCELTA PER TUTTI – SETTEMBRE 2018

Robot and human hands almost touching - 3D render. A modern take on the famous Michelangelo painting in the Sistine Chapel; titled, "The Creation of Adam".

IL DILEMMA DELL’AUTOMAZIONE
di Elena Comelli – Il Sole 24 Ore di domenica 3 giugno 2018

Quando Dorothy incontra l’Uomo di latta nel Mago di OZ i due riescono a comunicare, anche se il robot è bloccato dalla ruggine e parla con difficoltà. Oggi la questione si è fatta ben più complicata, man mano che procediamo a grandi passi verso la singularity e le macchine ragionano sempre meglio, la nostra capacità d’interazione di comunicazione è decisamente peggiorata.
Il ruolo degli umani nei sistemi automatizzati si sposta via via che cresce il livello di autonomia delle macchine, grazie ai progressi nel machine laearning e nel cognitive computing. In questi sistemi, gli operatori umani assumono ormai un ruolo di monitoraggio piuttosto che il controllo attivo (…)


AEFI-Fiera-965514[1]CORSI E MASTER PER LA CATEGORIA LA FORMAZIONE E’ UNA MISSIONE
la Repubblica – Affari & Finanza di lunedì 4 giugno 2018

Uno dei settori in cui Aefi è maggiormente attiva è quello della formazione e le cose non potrebbero stare diversamente. Il mercato fieristico è in continua e rapida evoluzione e non sempre le scuole e le università italiane sono in grado di sfornare figure professionali capaci di stare al passo con i tempi. Senza dimenticare l’importanza che il mondo fieristico ha in materia di occupazione: secondo Ufi, l’associazione mondiale dell’Industria fieristica, gli addetti a livello globale sono 680.000 (solo contando quelli coinvolti coinvolti direttamente), numero che sale a circa 1,8 milioni se si considerano le attività turistiche indotte (come trasporti, ricettività, Food&Beverage, etc). Inoltre da studi effettuati nel nostro Paese — che trovano conferma nella recente analisi sul commercio internazionale realizzata da Ufi a livello mondiale — emerge che un euro investito nelle fiere ne genera il doppio di indotto diretto e una cifra otto volte superiore di indotto indiretto.


aefi-fiere[1]AL SALONE SI VA PER FARE ESPERIENZE CAMBIA IL RUOLO DEGLI OPERATORI SERVONO COMPETENZE SUL DIGITALE
di Marco Frojo – La Repubblica – Affari & Finanza di lunedì 4 giugno 2018

Negli ultimi dieci anni il settore fieristico ha dovuto fare i conti non solo con la profondissima crisi da cui l’Italia non è ancora del tutto uscita ma anche con la rivoluzione digitale che ha portato enormi cambiamenti anche in questo campo. Gli operatori italiani hanno fatto non poca fatica a tenere il passo della concorrenza straniera, che ha dovuto affrontare le stesse difficoltà ma in molti casi è stata supportata da sistemi Paese più efficienti, senza contare che la durata della crisi dell’economia italiana non ha pari in Europa (ad esclusione della Grecia) per durata e intensità.


madre-e-figlia-camminano-629x430[1]IL VIAGGIO CON I FIGLI? UNA SORPRESA MERAVIGLIOSA
di Serena Dandini – Io Donna di sabato 26 maggio 2018

Ho sempre pensato che i momenti migliori insieme ai figli, quelli di crescita vera, fossero quelli passati a viaggiare insieme. L’avventura fuori dalle consuete pareti casalinghe consente un tempo sospeso, fuori dalle regole e dalle costrizioni della quotidianità e, grazie all’imprevedibilità del viaggio e alle sue “sorprese”, i canonici ruoli familiari perdono i loro connotati, permettendo avvicinamenti impensabili e complicità meravigliose.

Un’estate lontana, quando mia figlia aveva dieci anni, decisi di affrontare un tour dell’Irlanda in macchina, io e lei da sole: all’ultimo momento la comitiva di amici di riferimento aveva avuto un contrattempo e, in un impeto di ottimismo, avevo deciso di partire lo stesso.


Limite-uso-contanti-2018[1]L’ITALIA COMPRA IN CONTANTI. PER ESSERE PIU’ COMPETITIVI SERVE ACCELERARE SUL DIGITALE
di Andrea Frollà – La Repubblica – Affari & Finanza di sabato 21 aprile 2018

Il belpaese è tra le trenta economie a maggiore incidenza del cash sul pil nonostante l’esborso elettronico garantisca 10 miliardi di risparmi e lotta all’evasione fiscale la partita è nei negozi una mano sta arrivando da contactless e taglio di commissioni bancarie.
L’Italia non è mai stata ricompresa nel gruppo dei Paesi che hanno imboccato fino in fondo la strada della cashless society e probabilmente dovrà aspettare ancora a lungo prima che ciò accada. Il tema della società senza contanti ha sempre generato aspri dibattiti, specialmente nel nostro Paese dove le distanze tra innovatori e conservatori tendono a non assottigliarsi facilmente. Tuttavia, sull’onda di alcuni fenomeni figli dell’innovazione (la crescita dei pagamenti digitali, la diffusione dell’open innovation, l’evoluzione tecnologica dei servizi, l’avanzata delle abitudini mobile e altri trend recenti) sicuramente se ne discute sempre più spesso.


ARTICOLI… UNA SCELTA PER TUTTI – LUGLIO 2018

112712[1]MONETA ELETTRONICA, PIU’ APP PER TUTTI E IL BONIFICO COSI’ DIVENTA ISTANTANEO
di Marco Frojo – La Repubblica – Affari & Finanza di lunedì 7 maggio 2018

Un’ app per i consumatori, un’altra per gli esercenti e una piattaforma per i bonifici istantanei. Nexi, l’ex Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane (Icbpi) che nel novembre scorso ha cambiato nome, si prepara alle enormi sfide nel campo dei pagamenti digitali, di cui in Italia è l’indiscusso leader. La società controllata dai fondi Advent, Bain Capital e Clessidra ha di recente integrato le funzioni Apple Pay e Samsung Pay nell’app Nexi Pay: applicazione finanziaria che consente di gestire tutte le funzionalità della propria carta e monitorare in tempo reale le spese effettuate.


jolla_tablet_02[1]I TABLET HA ORMAI SORPASSATO I NOTEBOOK CRESCITA QUASI DOPPIA RISPETTO AI PC PORTATILI
di Irene Maria Scalise – La Repubblica – Affari & Finanza di lunedì 23 aprile 2018

Nel triennio 2015-2017 il notebook ha sempre avuto la meglio sul tablet, ma ora sembra che la situazione sia cambiata. Nel 2017 l’interesse verso questo dispositivo ha per la prima volta non solo superato – ma doppiato – quello nei confronti del portatile con una percentuale di crescita del 52% rispetto al 26 per cento del suo “antagonista”. Questo risulta da una ricerca che ha analizzato il numero delle intenzioni di acquisto registrate sul portale italiano dal 2015 al 2018: verificando l’andamento, in positivo o in negativo, delle ricerche condotte online. “Analizzando i dati, si è trovato conferma di come si tratti di due categorie entrambe amate dai consumatori digitali (come l’intero settore dell’elettronica di consumo). Due prodotti che crescono entrambi ma a velocità differenti. (…)


3808691_1629_leggelazio_rider[1]PASTI A DOMICILIO. PICCOLI A TAVOLA, E’ PRONTO
di Giulia Cimpanelli – Il Corriere della Sera di lunedì 7 maggio 2018

Il mercato del “food delivery e del take away” in Italia supera i 3 miliardi di euro, stima il principale palyer del settore, Just Eat. Ma la quota gestita in digitale, con gli ordini online, arriva solo al 7%. “Il settore della ristorazione e alimentare in generale è stato un o degli ultimi a essere toccato dalla rivoluzione digitale (commenta Daniele Contini, manager per l’Italia di Just Eat). Si tratta di uno dei mercati più estesi, che offre almeno due occasioni di consumo quotidiano, pranzo e cena”. Non è un caso che il colosso delle consegne a domicilio inglese staia incrementando anno dopo anno gli investimenti in marketing e pubblicità. (…)


paolo-vi-nel-gorno-dellincoronazioaane-U430605845976550VF-U434806965744121K-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443[1]PAOLO VI, IL COMBATTETE MITE
di Andrea Riccardi – Il Corriere della Sera di domenica 6 maggio 2018

Bresciano cresciuto in una famiglia cattolica colta e borghese, Giovanni Battista Montini ha valicato confini lontani: è andato oltre questo mondo, segnando un’epoca e divenendo «segno di contraddizione». Non si è formato in seminario, ma in una famiglia bresciana, in cui pulsava il senso forte di appartenenza alla Chiesa locale. I Montini, con libertà e criticità, discutono di varie vicende e personalità ecclesiastiche. “I bresciani” volevano qualcuno in Curia che rappresentasse il loro sentire e Giovanni Battista venne avviato ad entrare in Vaticano. A 26 anni, scrive «la vita romana mi è sempre repulsiva». Il mondo cattolico e anche laico spinge Montini a diventare cittadino del mondo “moderno”, ma con radici solide nella cultura cattolica.


crescita[1]LA CRESCITA PROFESSIONALE E’ MEGLIO DI UN POSTO SICURO
di Daniele Marini – Il Mattino di Padova domenica 6 maggio 2018

Il lavoro è al centro del progredire forte ed esteso. E’ così che larga parte della popolazione lo vorrebbe: la dimensione soggettiva prevale su quella collettiva.
A ben vedere, si tratta di un rovesciamento di prospettiva; un arricchimento: l’individuo progredisce ed amplia la visione e la ricerca del moderno. Il lavoro è oggi un crocevia di trasformazioni e, nello stesso tempo, di contraddizioni. I cambiamenti hanno toccato il modo di lavorare, le organizzazioni delle imprese, i profili professionali, tutto ciò s’è riflesso sulla struttura sociale, muta la base dell’essere “individuo” sociale.

ARTICOLI… UNA SCELTA PER TUTTI – GIUGNO 2018

153151151-d1b3cbbe-8b1e-4a97-bfec-e5acec3ee8b3[1]LASER E TECNOLOGIA IL VECCHIO VINILE DOMINA LA CORSA ALLA MUSICA IN HD
di Ernesto Assante – La Repubblica – Affari & Finanza di lunedì 23 aprile2018

Sul ritorno in auge dei dischi in vinile si è detto e scritto molto negli ultimi anni e con ragione: il fatto che un supporto universalmente considerato morto, anche perché completamente analogico in un mondo, quello della musica, dove il digitale aveva già il completo dominio attraverso il Compact Disc, sia tornato in vita e goda, anno dopo anno, di salute migliore, è obbiettivamente notizia assai curiosa. Ma quella che sembrava semplicemente una moda tendente al “vintage”, sta invece prendendo la forma di una tendenza: la Riia, l’associazione dei discografici americani, ha da poco certificato che lo scorso anno, per la prima volta dal 2011, il pubblico ha preferito acquistare il prodotto fisico a quello digitale. Attenzione, non stiamo parlando di un “ritorno al passato”, ma soltanto del fatto che i download a pagamento sono calati molto di più di quanto non sia calato. (…)


image[1]I FILOSOFI IN AZIENDA FANNO DECOLLARE IL PROFITTO
di Irene Maria Scalise – La Repubblica – Affari & Finanza di lunedì 23 aprile 2018

Arrivano in azienda al posto dei cacciatori di teste e degli avvocati. Quando una struttura è in crisi si affacciano gentili con il compito di aiutare dipendenti e capi in difficoltà. Sono i cosiddetti “filosofi pratici”, sempre più spesso contesi da realtà della Silicon Valley (e non solo) per permettere a chi lavora di prendere le decisioni più difficili. Chiamali se vuoi “filosofi imprenditoriali”: hanno, quasi sempre, un compito inverso. Invece di dare risposte, infatti, fanno domande. Li racconta il giornale inglese The Guardian che, in un editoriale dedicato all’argomento, intervista il filosofo Lou Marinoff da vent’anni a libro paga di imprese più o meno disastrate. «Spesso ci troviamo di fronte persone intelligenti che sono oberate d’impegni e non hanno tempo per riflettere – racconta Marinoff – quello che facciamo per loro è dargli uno spazio in cui possano iniziare a riflettere». Il filosofo, che è anche autore del libro “Platone, No Prozac!” e presidente dell’American Philosophical Practitioners Association, negli anni ha formato più di 400 filosofi che prestano regolarmente servizio in realtà internazionali. I suoi “angeli” portano a risultati molto più concreti di quanto accade con avvocati o generici consulenti. (…)


incontri-acdt-arte-scienza-870x290[1]SENZA I CLASSICI LA SCIENZA PERDE I PERCHE’
di Roberto Righetto – Avvenire di domenica 22 aprile 2018

In un noto saggio edito dal Mulino nel 2014, Non per profitto. Perché le democrazie hanno bisogno della cultura umanistica, la filosofa americana Martha Nussbaum evidenzia che «non c’è nulla da obiettare su una buona istruzione tecnicoscientifica», ma si dice preoccupata perché «altre capacità altrettanto importanti stanno correndo il rischio di scomparire nel vortice della concorrenza». Si tratta di capacità «associate agli studi umanistici e artistici: la capacità di pensare criticamente, la capacità di trascendere i localismi e di affrontare i problemi mondiali come “cittadini del mondo”; e, infine, la capacità di raffigurarsi simpateticamente la categoria dell’altro». Per questo – sostiene – nell’educazione dei giovani è fondamentale insegnare filosofia, storia e letteratura, mentre accade che, specie nelle società occidentali, «gli studi umanistici, l’arte e persino la storia vengano eliminati per lasciar spazio a competenze che producono profitti che mirano a vantaggi a breve termine». Scienza, tecnica ed economia hanno bisogno invece di un solido impianto umanistico per poter raggiungere i loro scopi in nome del vero progresso umano. (…)


Fotolia_157368053_Subscription_Monthly_M-1[1]RIDISEGNARE LA SOCIETA’. INSIEME
di Maria Grazia Mattei – Il Corriere della Sera di martedì 17 aprile 2018

«La tecnologia moderna può essere complessa, ma la complessità in sé non è né buona né cattiva: cattiva è la confusione. Non lamentatevi della complessità; protestate invece contro la confusione (…). Il buon design può aiutarci a dominare la complessità». È una citazione di Don Norman, Direttore del Design Lab dell’Università di California a San Diego e padre dell’human-centred design che nel 2011 è stato ospite di Meet the Media Guru. Si tratta di poche righe contenute nel suo bellissimo saggio Vivere con la complessità (edito da Pearson nel 2011) che offrono un indizio utile a destreggiarci nell’ambiente iperconnesso e apparentemente frammentato nel quale viviamo.(…)


EFFETTI-DANNOSI-MALEDUCAZIONE-640x401[1]MALEDUCATI E FELICI?
di Rossana Campisi – Il Corriere della Sera di sabato 21 aprile 2018

Qualcuno dovrà dirle grazie, alla maleducazione. Ci ha permesso di sopravvivere, come darle torto. In città, sarebbe stato impossibile soffermarsi su ogni viso incontrato: la follia rumorosa ci sovrasta e noi dobbiamo per forza andar di fretta indifferenti, serve a proteggerci, tanto ci sono gli altri se qualcuno avesse bisogno d’aiuto (vivessimo in un villaggio, rischieremmo la nostra reputazione, ma in contesti così grandi, non abbiamo nulla da perdere). In ufficio, con i «per favore» la busta paga sarebbe rimasta immobile per una vita: è bastato alzare la voce e il capo ci ha ascoltato. Alcuni ricercatori della Ohio State Univeristy hanno dimostrato che avere un piglio aggressivo e poco gentile ci rende più affidabili dal punto di visto creditizio (chi è educato sottoscrive magari una carta di credito solo per far contento il venditore. (…)

ARTICOLI… UNA SCELTA PER TUTTI – MAGGIO 2018

1[1]BANCHE, LA SIFDA E’ DIVENTARE CONSULENTI DI STRATEGIE
di Sibilla di Palma – La Repubblica – Affari & Finanza di domenica 5 marzo 2018

GLI ISTITUTI ALLARGANO LA SFERA D’AZIONE OLTRE LA FINANZA E IL CONSIGLIO DEGLI INVESTIMENTI. QUESTO COMPORTA COMPETENZE CHE LE AZIENDE DEL CREDITO PIU’ PICCOLE NON HANNO COSI’ RICORRONO ALL’ESTERNO.

Non più solo consulenza agli investimenti in ambito finanziario, ma affiancamento del cliente facoltoso in tutti i passaggi strategici che riguardano la sua vita e l’attività di business. È l’evoluzione in atto sul fronte dell’offerta, tanto che molte realtà non definiscono più il proprio servizio come private banking, ma piuttosto wealth management. Ad abbracciare uno spettro di attività che va dalla consulenza all’imprenditore alle prese con operazioni straordinarie (ad esempio una fusione o acquisizione o un aumento di capitale) al passaggio generazionale, dall’ottimizzazione fiscale del patrimonio fino alle possibilità di investimenti in asset alternativi come può essere l’arte.
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ARTICOLI… UNA SCELTA PER TUTTI – APRILE 2018

risorsa-umana[1]FORMAZIONE, CERCASI STRATEGIA
di Luisa Adani – Il Corriere della Sera – L’Economia di lunedì 23 ottobre 2017

Le aziende italiani industriali e commerciali avvertono l’utilità e quasi il bisogno della formazione; solo il 20-25% investe nella formazione, perché non trovano finanziamenti esterni. Indubbiamente non solo le aziende ma anche i vari personaggi legati alle novità e al mondo della consulenza trovano nei loro percorsi di bilancio e quindi di azione stabile continuità nel settore della formazione. Così la formazione è orientata a brevi e festivi incontri dei dirigenti impegnati nello sviluppo.
“Si tratta di programmi proposti lungo un arco temporale di 3-5 anni rivolti a manager che ricoprono ruoli chiave, da loro ci si aspetta che a cascata trasferiscano le capacità apprese ai collaboratori per poter traghettare in questo mondo l’organizzazione verso l’innovazione.”


Cultura1[1]
ATTENTI AL RITARDO CULTURALE
di Massimo Bucchi – Corriere Imprese di lunedì 13 novembre 2017

Nel mondo europeo, nei programmi dei grandi stati e delle grandi aziende la cultura è espressione non solo di mostre di esposizione di letture di libri e non trova un percorso facile e indicativo.
Personaggio notevole, il filosofo Francesco Bacone, quattro secoli fa annotava: “La natura non neutrale, ma ambivalente e sfidante, dell’innovazione, che “aggiusta sempre qualcosa, ma ne danneggia qualche altra”. La soluzione non è abbracciarla acriticamente e prescindere dai suoi contenuti, né rifiutarla pregiudizialmente.”
La formazione culturale delle nuove generazioni deve superare e coinvolgere persone ed enti che vogliono portare giovani e quasi anziani a sentire la cultura non solo del proprio paese.


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L’AVVENTO DEI ROBOT CHIEDE NUOVI “ORARI”
LA SFIDA E’ CONCILIARE “PRIVATO” E OCCUPAZIONE
di Nicola Pini – Avvenire 29 ottobre 2017

L’avvento dell’informatica personale o gestionale ha trovato nei robot personaggi utili ma che imprimono alla persona, all’azienda e anche agli enti pubblici di cambiare il sistema tradizionale di lavoro.
Il robot agisce continuativamente senza essere fermato; i suoi risultati devono essere colti con immediatezza ed intelligenza. Alla fine non è facile far coincidere l’occupazione aziendale familiare e l’occupazione di ciascuno nel privato e nella famiglia.
Anche per gli studiosi di diritto di lavoro è necessario un nuovo codice di orientamento per la persona che lavora.


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EDUCARE NON E’ ADDESTRARE
di Andrea Granelli – Il Sole 24 Ore di domenica 18 febbraio 2018

Il lavoro non solo dei dirigenti ma anche di tutto il personale è legato al sistema digitale; non è sufficiente parlarne e farlo conoscere ma è assolutamente indispensabile educare le persone ad addestrarsi nel sistema digitale. Non è solo un modo per trovare utilità nel lavoro ma è anche per cogliere l’utilità di questa rivoluzione industriale.
“La programmazione software non è un semplice metodo da imparare ma una vera e propria “tecne”. Così i Greci chiamavano quelle competenze che non erano solo una tecnica, un metodo, ma anche una forma d’arte.”


Dialetti-e-Paesi-B[1]BISOGNA RICOMINCIARE A PARLARE IL DIALETTO?
di Paolo Conti e Tommaso Labate – Io Donna di sabato 17 febbraio 2018

Le persone che hanno un rapporto con i giovani, figli e nipoti, sentono come le generazioni siano impegnate e costrette ad imparare alcune lingue per muoversi nel mondo.
Alcuni vecchi di età ma non ancora anziani lanciano l’idea che bisognerà studiare il presente ma ritornare a scoprire i nostri dialetti, che sono radici importanti del nostro DNA personale, sociale e di lavoro.
“L’Unione Europea stessa, nei suoi atti fondativi richiama il concetto di unità nella diversità. Il dialetto della propria terra resta, nel nostro difficile Paese, un forte ancoraggio alle radici.”

ARTICOLI… UNA SCELTA PER TUTTI – GENNAIO 2018

Come-scrivere-a-mano-libera-con-il-cellulare-Android[1]SCRIVERE A MANO? MOLTO PRESTO SARA’ UN VERO MESTIERE
di Ludovico Fraia – La Repubblica

La generazione degli scolari, prima e quasi subito dopo la grande guerra, dovevano esprimere il loro pensiero scrivendo a mano. In seguito il flusso oceanico dell’informatica portò ad usare mezzi ultrarapidi e moderni. Secondo l’autore presto sarà da usare e ricoltivare il mestiere di scrivere a mano.
Tenere la penna in mano servirà a superare gli errori della grammatica italiana che, popolata dai brevi sms, assicura decadenza alla nostra lingua madre.
Ora però alcune aziende, anche per capire a fondo il carattere di un nuovo assunto, considerano importante un curriculum scritto a mano.
Si può concludere che si è avviato il percorso, anche ai nostri giorni, di adoperare la mano per esprimere la voglia e l’utilità dello scrivere.


Formazione62A-e1489695641834[1]SOLO CON LA FORMAZIONE SI RILANCIA LA PRODUTTIVITA’
di Giovanni Ajassa – La Repubblica Affari & Finanza del 9 novembre 2017

Il professor Giovanni Ajassa, direttore del Servizio Studi della Banca Nazionale del Lavoro, nel suo ultimo testo in Affari & Finanza, che per rilanciare aumento e sistemazioni continuative dei salari puntualizza come sia essenziale affrontare la formazione continuativa per aiutare la propria azienda a meditare sulle nuove produttività.
“Far ripartire la produttività del lavoro non è cosa semplice. Occorrono investimenti. Occorrono soprattutto istruzione e formazione mirate a gestire e correggere la pericolosa tendenza della ripresa in corso a creare sì lavoro, ma un lavoro poco produttivo e relativamente povero.”
Per Giovanni Ajassa nel futuro la rivoluzione digitale sarà portata a ridurre il “margine di utilizzo” del lavoro e della sua formazione.
L’autore sottolinea, con un po’ di amarezza, che nel 2016 in Italia si è fermata l’utilizzazione di corsi formazione professionale. L’auspicio per il futuro è di invertire questa tendenza.


Media-screen[1]L’INNOVAZIONE? SARA’ COLLABORATIVA
di Luisa Adani – Il Corriere della Sera L’Economia del 27 novembre 2017

I centri di ricerca offrono possibilità di contatti anche in relazione alle start up.
L’innovazione digitale trova in Italia un trend ascendente. Diversi investimenti, nei prossimi anni, seguiranno formule importanti, anche se non sempre innovative.
In generale gli investimenti del 2018 si concentreranno su sei aree: sistemi di business intelligence, big data e analytics (43% delle preferenze), digitalizzazione e dematerializzazione (35%), consolidamento applicativo e pianificazione delle risorse d’ imprese (29%), sistemi di security e compliance (28% raddoppiando rispetto allo scorso anno per effetto del nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati), industria 4.0 (23%), sviluppo e rinnovamento dei sistemi di gestione delle relazioni con i clienti (21%).
I nuovi meccanismi che servono alle collaborazioni riguardano la possibilità che l’ecosistema personale e dell’azienda sia spinto a nuove “conquiste”.
Alla fine sarà possibile la crescita dell’ecosistema startup, l’aumento dell’occupazione, la formazione delle persone a tutti i livelli gerarchici verso un nuovo approccio al lavoro ispirato all’ imprenditorialità e all’ innovazione.


134220[1]PERCHE’ TROPPO STATO FA MALE ALL’ECONOMIA
di Sabino Cassese – Il Corriere della Sera L’Economia del 13 novembre 2017

In un passato non vicino (ai tempi di Luigi XIV), un personaggio di governo famoso (Colbert) si è dichiarato sostenitore della libertà dei commerci.
L’Italia sia ieri che oggi ha spinto il governo a proteggere la produzione nazionale.
Ora, però, con la norma che il Parlamento si accinge ad approvare definitivamente, si fanno passi avanti. Si ampliano i settori nei quali i governi possono intervenire ponendo veti, includendo quelli ad «alta intensità tecnologica», un primo elenco esemplificativo. Vengono inserite, accanto alla sicurezza, diverse forme di pericolo per l’ordine pubblico (dizione nella quella si può far rientrare quasi tutto). Si rimette al governo di stabilire quali sono le attività «ad alta intensità tecnologica».
Secondo l’autore qualche uomo politico rischia la schizofrenia con l’introduzione di veti. Si auspica allargare il flusso estero e la produttività delle nostre aziende viene sollecitata alla vendita di prodotti italiani all’estero.


Pensiero-positivo-coaching[1]IMPARIAMO A PENSARE POSITIVO
di Stefano Agnoli – Il Corriere della Sera del 12 novembre 2017

Ciascuno di noi, nella propria vita, si trova a contatto con diverse persone, non sempre molto conosciute, che però sono portate ad interloquire.
La persona sola in particolare: “Annota per se come chi non ha abilità di sistema efficace di rapporti venga indotto ad utilizzare come difesa ulteriori percorsi ripetitivi di isolamento”.
I medici esperti nel settore dello studio della neurologia insegnano che il paziente deve essere spinto, con la psicoterapia, a comportarsi nel rapporto con gli altri come persona comprensiva verso tutti.
Si sottolinea come nei bambini lo sguardo positivo del genitore aiuta la crescita piacevole e non superficiale.
Le condizioni di solitudine quando vengono superate nel contatto con nuovi soggetti e nei discorsi interattivi e così il “paziente” diventa premuroso di colloquiare e pensare positivo della persona che si ha difronte.
Nel testo l’autore riporta l’esperienza della prof.ssa Corsano che ribadisce come il sentimento di solitudine nei giovani è in parte dovuto alla difficoltà del rapporto, non sempre positivo, con gli altri. Il libro è un manuale del buon rapporto tra persone.

ARTICOLI… UNA SCELTA PER TUTTI – DICEMBRE 2017

pomodoro-cinese[2]DOC PER DIFENDERE IL POMODORO ITALIANO
La Repubblica – Affari & Finanza del 11 settembre 2017

Un elemento importante delle coltivazioni e della cucina italiana è il pomodoro.
Purtroppo l’Italia, regina della produzione, diventa superata da quello che oltre alpe viene prodotto e invade il mercato italiano.
È cresciuto del 52% negli ultimi 5 anni l’importo di passate e concentrate di pomodoro dalla Cina. Nel 2016 abbiamo importate 91 mila tonnellate.
La maggior parte viene trattata e riesportata verso Africa e Medio Oriente ma una quota crescente resta sul mercato italiano senza che i consumatori possano esserne consapevoli.
Si invoca che è assolutamente essenziale contare su un’etichetta DOC che difenda lo sforzo dei nostri coltivatori. È giusto puntualizzare che il nostro prodotto è sempre di elevata qualità, ma questo il consumatore spesso lo avverte ma poi è portato a preoccuparsi del costo dello stesso. È indispensabile essere a favore dell’introduzione a livello comunitario dell’obbligo dell’indicazione di origine in etichetta: si garantisce ai consumatori, con la massima trasparenza, una adeguata informazione sulla provenienza dei prodotti per un acquisto consapevole.


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ARRIVA IL DOMICILIO DIGITALE ADDIO BUCA DELLE LETTERE
Il Mattino del 9 settembre 2017

Nei vari annuari sta scomparendo il numero del telefono l’indirizzo nostro sembra essere tutelato in modo particolare. La cosiddetta “buca delle lettere” così attenta da parte dei costruttori edili italiani è superata e per noi arriva importante il domicilio digitale.
Tutti possono avere un proprio recapito web; anche la pubblica amministrazione può avviare importanti indicazioni e decisioni attraverso il sistema informatico.
Ma cos’è davvero il domicilio digitale e come funzionerà? Potrà sicuramente coincidere con la posta elettronica certificata, che però, finora è stata utilizzata per lo più da imprese e professionisti.
Il tempo dovrà offrire disponibilità finanziare per estendere a tutti o a quasi tutti il domicilio digitale; è urgente poter contare anche sui pagamenti non solo per fatture personali ma anche per cancellare le sanzioni che permetterà tranquille situazioni nei riguardi del cittadino e della pubblica amministrazione. Nella relazione tecnica al provvedimento vengono stimati vantaggi economici per la Pubblica Amministrazione, con almeno 250 milioni l’anno grazie all’azzeramento delle spese postali.


unemployed-jobless-business-people-crowd-top-managers-black-white-monochrome-vector-illustration-eps-64951869[1]DISOCCUPATI HI-TEC – ADESSO TOCCA AI MANAGER?
di Severino Salvemini – Il Corriere della Sera del 31 luglio 2017

Anche per i manager si avvia continua e pressante la presenza dei robot che sostituiscono i manager in giacca e cravatta. Stanno certamente nascendo nuove professioni.
Spesso i nostri politici hanno rimosso la questione.
L’erosione si sta estendendo all’area delle alte competenze e delle occupazioni che tradizionalmente ricadevano nel contesto delle “conoscenze implicite”. Il robot sostituirà allora anche il manager e la fascia della popolazione con un maggiore grado di istruzione? Faranno tutti “la fine dei cavalli”? In poco tempo, molti processi aziendali interni e di rete (della finanza, del marketing, della produzione, della logistica) si sono meccanizzati.
Il problema della disoccupazione dei manager è evidente e diventerà un elemento di preoccupazione personale, sociale, imprenditoriale.
Occorre che politici, scienziati e intellettuali riflettano rapidamente su queste dinamiche, ripensando integralmente l’idea di impresa e le sue finalità e orientandosi verso una sostenibilità più intelligente. È essenziale meditare suggerimenti per affrontare concretamente un tema così complesso.


divario_lavoro_uomini_donne_640[1]UOMINI, DONNE, LAVORO COME CON-DIVIDERE IL TEMPO (E IL REDDITO)
di Maurizio Ferrara e Barbara Stefanelli – Il Corriere della Sera del 9 Settembre2017

La generazione nata nelle ultime decadi del secolo passato portava con sé la sicurezza del lavoro. L’uomo è portato a essere preoccupato della presenza delle donne che immesse nel mondo del lavoro agiscono con determinazione e precisione.
L’elasticità è importante; sotto questo aspetto la donna è portata anche dal proprio DNA del passato di trasmigrare da un interesse all’altro.
L’eliminazione degli orari fissi può originare nuove schiavitù che vanno innanzitutto “viste” e subito affrontate per arginarle. Tuttavia per la maggioranza delle mansioni a medie qualifiche e la quasi totalità di quelle ad alte qualifiche, la riorganizzazione spazio-temporale del lavoro può liberarsi degli schemi punitivi svuotati nella società solida tipica del presente.
Per l’uomo si tratta di studiare in sé stesso gli elementi sociali a sua disposizione nuove forme di normative di credenze di aspettative, di desideri.
Il campo di battaglia è il mondo che si apre ogni mattina.
Il mondo quotidiano, le cose della vita, gli spazi piccoli e grandi dove le persone definiscono e ridefiniscono se stesse attraverso la pratica e le relazioni. È in questo universo di ogni giorno che si deve affermare la parità: non vuol dire dividere tutto a metà, ma condividere, vivere equamente e liberamente.


Chi-vuole-vivere-per-sempre-La-risposta-è-nascosta-negli-staminali[1]VIVERE PER SEMPRE
di Stefano Agnoli – Il Corriere della Sera del 18 settembre 2017

Libri, ricerche, conversazioni, cullano l’idea di poter arrivare a superare egregiamente ormai i 100 anni e quindi il matusalemme dei 140 anni è una sfida che si crea nella mente umana e nella società.
La farmaceutica internazionale è rivolta a produrre farmaci che possano superare la sintomatologia della vita breve.
Un grande re di Prussia proclamava: “Soldati! Voi volete vivere per sempre?”
Il traguardo di arrivare fino al secolo e mezzo è possibile: il percorso però sarà lento.
Arrivare fino al secolo e mezzo in buona salute non è più un tabù per l’umanità del Ventunesimo secolo. Lo scorso marzo il chief medical officer di Human Longevity (una start-up che ha tra i suoi fondatori Craig Venter, il controverso decodificatore del genoma umano) ha sostenuto che entro il 2060 l’uomo potrà tranquillamente arrivare fino a 140 anni con le tecnologie oggi allo studio.
Gli scienziati trovano quasi essenziale studiare l’epopea della vita eterna sui moscerini, suoi vermi, sui topi e su altri elementi di supporto dell’uomo.
Una valanga di ricerche si distribuisce su quattro-cinque grandi strategie di “aggressione”. La prima è quella che agisce sul metabolismo, utilizzando farmaci già disponibili. È il caso del Metformin, usato per il diabete ma che ha mostrato effetti miracolosi sulla longevità (la Fda ha autorizzato la sperimentazione). Anche la Rapamicina, ha aumentato l’aspettativa di vita dei topi del 38%.
Il pensiero che apre le preoccupazioni riguarda: “come potremo alimentarci, stare in vita dopo i 100 anni? La pensione arriverà o saremo costretti a studiare tra i nostri familiari elementi di nuovi apprendimenti?”
Andranno trovati indubbiamente nuovi criteri se si vuole garantire la sostenibilità dei sistemi con prezzi accettabili per sostenere la ricerca.
Riusciremo a dimenticare quello che il re diceva: “volete vivere per sempre?”

ARTICOLI… UNA SCELTA PER TUTTI – NOVEMBRE 2017

Smart-City[1]LA SMART CITY (A PROVA DI ATTACCO)
di Elena Papa – Corriere della Sera Innovazione del 29 settembre 2017

I cittadini amano le comodità ma specialmente bramano la sicurezza. Molti autori trattano l’argomento. Si sottolinea che la forza vincente avviene in gran parte dagli uomini e dalla loro preparazione.
Israele in questo campo ha segnato punti forti di riferimento.
Simbolo di innovazione e modernismo, Tel Aviv è una città eclettica dove, accanto agli edifici in stile Bauhaus, si trova il nucleo della Città Bianca dichiarato patrimonio mondiale dall’Unesco nel 2003: si innalzano grattacieli firmati da archistar internazionali.
Alla fine è essenziale che il cosiddetto ecosistema dell’innovazione non voglia toccare l’equilibrio della sicurezza dei cittadini.


rete-contatti[1]COME CREARSI LA PROPRIA RETE
di Francesco Sacco – Il Sole 24 Ore del 1 ottobre 2017

Il telefono è parte completa e globale del nostro vivere familiare, commerciale e innovativo. Nel proprio intimo coltiviamo l’ambizione di avere una propria rete personale: l’Italia può sembrare arretrata. L’italiano è preoccupato a difendersi dalle interferenze. Ecco un elemento che invade la speranza ed anche il futuro.
Se si copre un’area estesa, il passaggio da un’antenna all’altra è trasparente e senza le micro interruzioni tipiche del WiFi. La somma di tutti questi elementi è la base per una maggiore affidabilità e per il controllo delle prestazioni: in alcuni casi sono ben più importanti della privacy.
Molti pensano che sia una minaccia altri sentono un’innovazione essenziale.


I-benefici-della-canapa-per-la-salute_o_su_horizontal_fixed[1]CANAPA: INTERESSANTE INVESTIMENTO PER I CAMPI
di Mario Stramazzo – La Difesa del Popolo del 1 ottobre 2017

Ho letto con molto interesse una segnalazione di un settimanale cattolico che ha posto la coltivazione della canapa ad elemento di miglioramento “genetico” delle sementi che vengono coltivate nei campi.
Da bambino molti di noi sentivamo parlare della canapa come elemento importante dell’agricoltore avveduto: il pellet di canapa usato nel riscaldamento assicura una combustione pulita. Non mancano le tante varianti alimentari, dai biscotti e taralli al pane di canapa, dalla farina di canapa all’olio, le cui proprietà benefiche sono state riconosciute dal Ministero della salute, dall’Oms e da numerose ricerche.
Le organizzazioni agricole portano avanti una filiera coordinata rivolta a diversificare ed aumentare il reddito degli imprenditori agricoli.


clinica-famiglia[1]TRIONFA LA FAMIGLIA
Dio vince solo se si chiama Allah
di Manlio Graziano – Il Corriere della Sera del12 giugno 2017

In tutti i continenti (ciò risulta anche da diversi sondaggi) la famiglia è parte importante della vita quotidiana e comunitaria. La cosiddetta sussidiarietà trova nella famiglia corrispondenza e trionfo dell’innovazione: è essenziale l’interesse della comunità cattolica. Nei tempi passati un grande Papa, Leone XIII, nella Rerum Novarum scriveva: “Non è giusto che il cittadino e la famiglia siano assorbiti dallo Stato: è giusto che si lasci all’uno e all’altra tanta indipendenza in modo di salvare il bene comune e gli altrui diritti”.
La religione diventa punto indispensabile per avere proprie supporti della vita e dell’innovazione.
Dio è così importante che il termine, con cui viene indicato dai mussulmani, fa parte della nostra natura e della vita quotidiana.


depositphotos_13614264-stock-photo-the-prophet-jeremiah[1]LE SABBIE MOBILI DELLE ILLUSIONI
di Luigino Bruni – Avvenire del 24 settembre 2017

L’illusione corrobora in continuazione la vita dell’uomo, nei campi delle officine e dei nuovi poteri informatici.
Il ritorno dei grandi profeti che nella bibbia hanno fornito forza di continuità torna a farci considerare quanto Geremia ha rivolto al noto re biblico Sedecìa: “Quale colpa ho commesso contro di te, contro i tuoi ministri e contro questo popolo, perché mi abbiate messo in prigione? Ora ascolta, o re, mio signore: la mia supplica ti giunga gradita. Non rimandarmi nella casa di Gionata, lo scriba, perché io non vi muoia”. Il re Sedecìa comandò di custodire Geremia nell’atrio della prigione; ogni giorno riceveva una focaccia di pane, proveniente dalla via dei fornai, finché non fu esaurito tutto il pane in città”.
L’uomo di oggi cerca di non affondare nel fango: continuo tormento di Geremia nella cisterna.
Non dobbiamo vederlo affondare e continuare i nostri affari baloccandoci nelle nostre illusioni. Possiamo decidere di sprofondare con lui; e attendere una salvezza nella cisterna, ma senza sapere se verrà un eunuco etiope a salvarci: non si trovano tanti “etiopi” per salvare tutti i Geremia che continuano ad affondare nel fango del mondo.

ARTICOLI… UNA SCELTA PER TUTTI – AGOSTO/SETTEMBRE 2017

IL FUTURO DELLA SCUOLA
di Alessia Rastelli – Il Corriere della Sera del 19 maggio 2017

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Durante l’ultimo salone del libro di Torino molti presenti, insegnati, precettori, ricercatori e studiosi, hanno sottolineato che i libri di testo non sono più sufficienti ad aiutare il percorso scolastico; i giovani trovano con partenza nei mezzi informatici la tecnologia che aiuta la propria evoluzione ad accettare ed affrontare le difficoltà del mondo moderno.
“Le tecnologie sono un gancio potentissimo. – conferma Daniela Di Donato, professoressa di Lettere nella scuola secondaria di primo grado, all’Istituto comprensivo Parco della Vittoria di Roma – Oggi i ragazzi scrivono molto proprio grazie ai social network. L’importante è incanalare queste attività nell’apprendimento.”
Ministri di ieri e di oggi hanno portato nei vari convegni del salone loro esperienza, che a volte preoccupa l’insegnante a sentire, nei vari veicoli, non solo informatici, preoccupazione per il sistema attuale democratico.


DALLA PRECARIETA’ DEI POSTI ALL’ALTA FORMAZIONE LA SFIDA DELLE AGENZIE
di Christian Benna – La Repubblica “Affari & Finanza” del 22 maggio 2017

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La formazione avviene e si impegna non solo nella preparazione del popolo “precario” ma anche dei dirigenti e manager che permettono alle agenzie di formazione di offrire una sfida con le nuove tecnologie e le nuove sapienze. L’articolo riporta in particolare la posizione di Stefano Scabbio milanese classe 1964, presidente di Assolavoro e amministratore delegato di Manpower Italia.
Comunque lo scolaro maturo presenta preoccupazione perché pensa di non essere sempre adatto a subire le nuove informazioni e a prepararsi con le nuove tecnologie.
“Non mancano le criticità di sistema, come dimostra lo stato di agitazione dei lavoratori somministrati che operano nella pubblica amministrazione contestando l’esclusione degli stessi dalle procedure concorsuali che puntano al superamento del precariato nella Pa.”


UN PATRIMONIO CHE FINISCE IN PIZZA
di Vittorio Emiliani – Il Sole 24 Ore del 24 aprile 2017

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l’Italia nel mondo non solo europeo presenta enormi quantità di centri storici (dicono oltre 20.000). A Roma, Cremona, Padova, Brescia, Milano il centro storico è una nuova autostrada urbana che permette di stare insieme e di godere insieme la città.
La conservazione dei centri storici italiani ha resistito sia sotto il regime fascista, sia in tempi democratici.
“Le pedonalizzazioni, tanto auspicate anni fa anche per poter “respirare”, rischiano di essere una minaccia perché vengono subito invase da tavoli e tavolini, dehors, gazebo, bar, baretti, pub, mangiaebevi, pizzeataglio con insegne e luci pacchiane al posto di caffè, di ristoranti, di negozi qualificati, decorosi.”
Alcuni grandi centri si sentono però travolti dall’inesorabilità del turismo che diventa quasi una minaccia; non solo la cementificazione, ma anche l’utilizzo intelligente e moderno dell’elemento storico è quanto mai importante ed è produttivo sia di bene che di male.


MEDITAZIONE, CIBO SANO E ATTIVITÀ FISICA COSÌ LE IMPRESE AUMENTANO LA PRODUTTIVITÀ
di Irene Scalise – La Repubblica “Affari & Finanza” del 12 giugno 2017

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La gastronomia si diffonde, anzi invade lo stare e vivere molte ore in azienda.
Secondo gli studiosi trovare tempo a pensare e svolgere un’attività fisica, sia pure limitata e limitante, può portare ad una utile produttività aziendale.
“Praticare sport, concordano gli esperti, diminuisce il livello di stress, combatte l’obesità e il tabagismo. Insomma, una panacea contro tutti quei disturbi causati da una vita maledettamente sedentaria. Ecco allora come, tra le dieci migliori iniziative incluse in un programma che strizza un occhio al benessere, compaiono corsi di yoga e meditazione (32%), insegnamenti di uno stile di vita sano (29%) e classi sulla salute (25%).”
Alla fine: “I dipendenti hanno preferenze e profili diversi, è importante metterli nelle condizioni di soddisfare le loro esigenze. Chi si scarica con Crossfit, chi con Zumba e chi desidera andare a nuotare o praticare lo yoga al mattino presto.”
Un nuovo mondo moderno, anche aziendale, che spesso non trova preparazione adeguata per affrontarlo, in termini utili e produttivi per il singolo e per l’azienda.


SE I RIFIUTI PRODUCONO RICCHEZZA
di Elena Comelli – Il Sole 24 Ore “L’economia” del 14 maggio 2017

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Discariche: problemi e ricchezza del mondo contemporaneo. Vi è una “Cartina di Tornasole” che segna l’esistenza di una discarica: i gabbiani ritornano e cercano elementi utili alla propria esistenza.
Personaggi importanti come Peter Jones, docente di Riciclo dei metalli all’Università di Lovanio, sottolineano: “In Europa si parla molto di economia circolare ma si trascura il fatto che, oltre al riuso e riciclo dei flussi attuali di rifiuti urbani e industriali, esiste un vasto potenziale di materiali non sfruttati in questo mezzo milione di discariche, storiche o ancora in uso, molte delle quali collocate in aree urbane o semi-urbane, dove pongono un serio rischio ambientale”.
Bruxelles stessa ha percepito l’importanza dei materiali scartati e del loro riutilizzo.
In molti casi le discariche seppelliscono elementi di materiale che può essere reimpiegato al 40%.
Vi sono impianti che separano i rifiuti riciclabili: “Si macina quello che resta e lo asciuga in un forno. I pellet disidratati passano nel gassificatore a letto fluido, che utilizza una torcia al plasma per decomporre le molecole organiche e le trasforma in un gas di sintesi contenente soprattutto idrogeno”.

ARTICOLI… UNA SCELTA PER TUTTI – Luglio 2017

SOCRATE LAVORA ALLA APPLE
di Andrea De Cesco – Il Corriere della Sera “La lettura” del 18 giugno 2017

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Nella nostra società liquida, come viene spesso descritta dagli ideologi del nostro tempo, lo studio della filosofia e dei suoi concetti è un sistema che trova in questi ultimi tempi un’attenzione fissa e positiva da parte di imprenditori e artisti che scoprono come l’ideologia è essenziale in questi tempi. Un noto filosofo americano Andrew James Taggart alla domanda: “A quando risale l’ingresso della filosofia nella Silicon Valley?”, risponde apertamente: “La diffusione è iniziata già a metà degli anni Settanta, ma le persone hanno cominciato a interrogarsi più seriamente su questioni basilari dell’esistenza umana. Qualcosa conta oltre al successo materiale? A volte dimentichiamo l’effetto devastante che si nota sulle vite di molti, inclusi coloro che lavorano nella Silicon Valley – dove la filosofia pratica è diventata popolare negli ultimi anni”.
Ormai i benefici del curare l’ideologia è, non solo una passione, ma una necessità per ricevere le opportunità positive che offre il mondo contemporaneo.


PAGARE SENZA CONTANTI
di Fabio Sottocornola – Il Corriere della Sera “Innovazione” del 15 giungo 2017

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L’uso del cellulare è diventato una necessità pratica di uomini, donne ed anche di giovani che spesso non superano i dieci anni. Il denaro contante diventa un peso psicologico e reale; ormai si sta estendendo il concetto di pagare senza usare contanti, ma usufruendo del cellulare e dei sistemi informatici che danno avvio a portafogli digitali utili soprattutto per la famiglia: “Più player in gioco, più lunga la filiera delle commissioni da spartirsi, la banca del cliente, quella dell’esercente, la merchant fee, i costi della transazione. Un mercato affollato. Dove potrà vincere tutto la fintech che proporrà soluzione economiche e tecnologie semplici”.


BASTA CONSUMARE SUOLO. L’URBANISTICA DEL FUTURO E’ LA RIQUALIFICAZIONE
di Stefano Bensa – Corriere Imprese Nordest del 19 giugno 2017

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Mario Botta notissimo architetto svizzero che opera anche nel nostro triveneto, invita i veneti e gli operatori che lavorano nel Veneto a non consumare il suolo veneto con facilità.
Il Triveneto è disseminato di capannoni, Botta aggiunge: “Si tratta di complessi già infrastrutturati. Ci sono strade, impiantistica, collegamenti. Un’ottima base da cui partire”.
Alla fin fine è chiaro che anche la riqualificazione opera attraverso l’utilizzo, almeno in parte, del cemento, ma il nostro architetto aggiunge: “Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria: rimediare agli errori del passato. Restituire ai cittadini qualcosa che risponda ai desideri e alle esigenze di ciascuno. È un processo che possiamo interpretare in chiave contemporanea”.


SVILUPPIAMO LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE
di Mariano Mangia – Affari & Finanza lunedì 19 giugno 2017

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La previdenza complementare ha ultimamente annotato una adesione del 28% della forza lavoro. Il presidente Mario Padula della CONVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione) annota: “Bisogna lavorare sul fronte dell’efficienza, della flessibilità, della trasparenza. Molto, per la verità, è stato fatto, ma resta ancora da fare: bisogna creare le condizioni che rendano possibile uno sviluppo ordinato e armonico in questo settore”.
Certo i vincoli per l’utilizzo dei fondi pensione sono essenziali, ma nella maggioranza dei casi si pensa che anche il TFR è portato ad utilizzare solo in parte la maturazione di posizioni importanti “alla fine carriera”.
La previdenza integrativa, molto utilizzata nel mondo bancario si è estesa a molti settori. È essenziale sottolineare ed approvare, che il risparmio previdenziale, oltre soggetto di garanzia costituzionale è indispensabile per assicurare agli interessati un fine del dopo lavoro che porta a continuare ad armonizzare il rapporto individuo e società.


SISTEMA DELLA MODA
di Giusi Ferrè – Il Corriere della Sera “L’economia” del 19 giugno 2017

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A Pitti immagine il presidente Claudio Marenzi accoglie come elemento positivo la previsione di crescita della moda nel mondo maschile: “Tra mercati più ricettivi, Spagna, Germania e Regno Unito. In ambito extra Ue Hong Kong e Corea del Sud, ai quali si aggiunge una vitalità inaspettata della Russia, non solo nelle grandi città, ma anche in provincia”.
Pitti, secondo il suo presidente, evidenzia: “E’ un impegno sostenere la nostra scuola manifatturiera: questo le offre valore, le analisi di economisti sia di destra sia di sinistra con l’ingresso della Cina nel Wdo scrivevano che, un vecchio mondo sostenendo che tessile e derivati si sarebbero limitati ai paesi in via di sviluppo, in quanto industrie semplici e a bassa tecnlogia”.
Creatività, ricerca ed innovazione, devono puntare per esaltare la bellezza e la cultura tipica della moda anche maschile, nella cultura e nella pratica del vivere quotidiano.
A Milano l’edizione di autunno Milano Moda Donna, coinvolgerà appuntamenti sfilate e molto altro con protocolli d’intesa da studiarsi e sottoscrivere.

TRENTUN PAROLE… PER UN LIBRO

universo-senza-parole-libro[1]L’UNIVERSO SENZA PAROLE
Autore: Dana Mackenzie
Casa Editrice: RIZZOLI
Pag. 223 – € 24,90

Archimede nudo per la strada grida Eureka. La parola è ormai un simbol0, ma è essenziale scavare e conoscere i principi sui corpi galleggiante e sulle nuove formule della scienza e tecnologia. È un viaggio fantastico pieno di scienza: si scopre la sempre attualità delle previsioni metereologiche che oggi invadono i nostri media.


286229[1]I VOLTI DELL’INVECCHIARE
Autore: Marco Trabucchi
Casa Editrice: SAN PAOLO
Pag. 203 – € 15

Tutti invecchiamo ma non è facile rendersene conto. L’autore ci porta a guardare a fondo l’evolversi della vita “Troppo spesso si guarda agli anziani con disattenzione e pregiudizio. Tanto sei vecchio”.
Rimane valido il detto di Solone che lanciava un principio legato alla vecchiaia che percorrendola ognuno impara molte cose.


51m2gRx8+gL._SX336_BO1,204,203,200_UNA PICCOLA PATRIA
Autore: Stefano Corsi
Casa Editrice: BOLIS EDIZIONI
Pag. 85 – € 12

Ognuno ha la sua piccola patria. Un luogo in cui tornare, di tanto in tanto, per ritrovare profumi, sapori, ricordi, emozioni. Un paradiso perduto, un altrove da rimpiangere, un posto benedetto ma mai pienamente attingibile, dove fare il pieno di senso e poter così affrontare la durezza del proprio nonsense quotidiano. Ma senza bisogno di viverci, perché la prosa – nemmeno la migliore – non sarà mai poesia.
Una piccola patria di Stefano Corsi è Bergamo, città dov’è nato nel 1964 e ha trascorso l’infanzia prima che la famiglia si trasferisse a Lordi dove lui tuttora vive insegnando latino in un liceo. Ma Bergamo e la Bergamasca, dalla bassa Val Seriana di Nese alla Val Brembana di Zogno e Piazzatorre – terre di uomini taciturni e donne laboriose, con in bocca quel dialetto aspro e asciugato di ogni possibile orpello – sono per l’autore un topos dell’anima prima che segni su una mappa. Sono il luogo in cui portare la morosa per capire se è quella giusta; sono lo stadio in cui tifare la squadra che prende il nome da una ninfa divinizzata ma ce si ama in quanto provinciale e operaia. Sono la risposta al bisogno di vere un passato da cui partire e uno scorcio su ci gettare l’ultimo sguardo mentre ci si allontana. “Per sempre e mai del tutto”.


cover_3IL MULTICULTURALISMO E I SUOI CRITICI
Autore: Kenan Malik
Traduzione: Valentino Salvatore
Casa Editrice: NESUN DOGMA
Pag. 94 – € 10

La crisi del multiculturalismo è un bene, perché si tratta di un approccio ai temi dell’immigrazione poco rispettoso dei diritti individuali. Lo chiarisce Kenan Malik, filosofo britannico di origine indiana, nel saggio Il Multiculturalismo e i suoi critici (Nessun Dogma): quando ci si sforza di proteggere e promuovere le tradizioni delle diverse comunità etniche, nei fatti si ostacola la tendenza delle persone a mettere in discussione gli usi del loro ambiente di origine e a farli evolvere.


Ci-prendono-per-fessiCI PRENDONO PER FESSI
Autori: George Akerlof e Robert Shiller
Casa Editrice: MONDADORI
Pag. 344 – € 24

Ci sono voluti due americani premi Nobel dell’economia, George Akerlof e Robert Shiller, per sentirci dire pubblicamente che veniamo presi tutti i giorni per fessi. Gli autori lo dicono nel titolo del loro ultimo libro Ci prendono per fessi (Mondadori editore) e anche nell’immagine di copertina che presenta un’esca a cui, evidentemente, noi comuni mortali abbocchiamo. Chi ci attira con l’amo è il libero mercato, quello che fingendo di darci benessere in realtà fa solo danni.


l-era-dei-viaggi-interstellariL’ERA DEI VIAGGI INTERSTELLARI
Autore: Jim Bell
Casa Editrice: DEDALO
Pag. 296 – € 20

Thomas Wolfe, in un vecchio articolo, raccontava che nei primi anni Settanta, quando cominciò a scrivere La stoffa giusta, il suo libro sulle missioni Apollo, pesava ce sarebbe stato certamente battuto sul tempo. Chissà quanti altri scrittori, negli anni immediatamente successivi al primo sbarco lunare, erano al lavoro sulle imprese della NASA! Aveva temuto la stessa cosa anche dieci anni pima, quando lavorava a Electric Kool – Aid Acid Test, il suo reportage, divertito e barocco, dal mondo dei figli dei fiori. Timori infondati.

ARTICOLI… SCELTA PER TUTTI – Marzo 2017

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Presentiamo alcuni articoli che riteniamo utili per fissare linee guida e punti di riferimento…

AGRICOLTURA HI-TECH di Massimiliano Del Barba
Il Corriere della Sera 17 febbraio 2017

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Per fattorie, stalle, campi, trattori la trasformazione in senso digitale sarà opera di un futuro non tanto lontano.
I circuiti integrati” con il loro bisbiglio quasi impercettibile trionfano sui rumori tradizionali proprio del lavoro agricolo. La mungitura sarà guidata da telecamere e sensori gli stessi terreni usufruiranno di mappature volte ad accrescere la produttività.
Per Leonardo Valenti, professore alla Statale di Milano, la precisione sarà essenziale per le qualità e le quantità. La meccanica automatica investirà il sapere ed operare “contadino”.
Vi sono già esempi concreti a Treviso, Lodi. La veterinaria troverà registrazione dello stato degli animali e dei mezzi.
Quasi una opera d’arte, non solo di antiquariato ma di flussi moderni.
Terreni difficili incomprensibili…. potometri, ruminometri, saranno di attrazione continuativa ed efficienza non vana.
Vigneti, cantine, saranno fonti di ricchezza se il “cuore del vignaiolo” sarà regolato, accelerato dall’informatica intelligente.
La benzina del trattore sarà un’intelligenza artificiale.


ANALFABETI D’ITALIA di Angelo Panebianco
Il Corriere della Sera – Sette 3 febbraio 2017

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E’ un dato concreto: si scrive poco, male e senza regole fisse, non solo le poesie che sanno solo un parlare scritto veloce e inarrivabile.
Da quella ricerca risulta che quasi l’ottanta per cento degli italiani è composto da “analfabeti funzionali”.
Fallimento della scuola? Della burocrazia governativa e gestionale dei grandi enti. Il parlare scritto si avvale di neologismi incomprensibili…. Un piatto del fare ed intanto è di pochi giorni fa la decisione di rendere meno rigorosi i criteri di ammissione all’esame di maturità: basterà la media del sei, anche con insufficienze in qualche materia.
Ma è vietato disturbare l’elettore… mettersi i guanti imbottiti e non da pugilato questo è d’obbligo per ognuno… Non dare fastidio e il sorriso è d’obbligo.


ROBOTICA ANTROPOCENTRICA di Guido Romeo
Il Sole 24 Ore Domenica 5 Febbraio 2017

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I robot possono e debbono sostenere l’azione dell’uomo in modo che si espanda il lavoro umano. Le macchine saranno in grado di imparare, perché si muoveranno in spazi che l’uomo tiene per sé.
L’industria mondiale non è pronta per affrontare il prodotto finale. Si indica ad esempio che la Piaggio produrrà la sua Vespa ad un costo inferiore ad un sofisticato “smartphone”.
Non si può sostituire l’uomo anzi oggi abbiamo l’occasione di sviluppare una robotica che, mettendo al centro l’uomo, ha più chance di essere accettata e avere successo.
In un altro articolo sempre su “Il sole 24 ore” Luigi Sacco evidenzia che il lavoro quotidiano richiede molteplici informazioni.
Plasmare e sottolineare l’ambiente per fronteggiare la piccola e grande opera innovativa.
Poche ed elette persone vengono esportate dalle tecnologie innovative. Una persona ben informata del lavoro e sul lavoro è ormai indispensabile.


LA MODERNITA’ LIQUEFATTA di Romeo Bodei
Il Sole 24 Ore Domenica 5 febbraio 2017

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Il nome di Zygmunt Bauman (1925-2017) è diventato sinonimo di società liquida. L’economia stipata nella borghesia profana ciò che un tempo era ritenuto fisso e sacro. I colori etici quasi scompaiono e comunque si espandono nel provvisorio e nella semplicità. Ecco apparire le “vite di scarto”: l’umanità diventa sempre più numerosa ma meno insinuante.
L’oligarchia domina e costringe ad ossequi, una volta impensati.
Le sorgenti della consapevolezza, delle utili conoscenze si restringo, l’immaginazione sostituisce il progresso e la cultura.
Questo sarà sempre vero! “Ai posteri l’ardua sentenza…” purtroppo vari protezionismi si troveranno un loro spazio di influenza.


LO STILE DI D’ANNUNZIO NEL VITTORIALE
Rivista ANTIQUARIATO (febbraio 2017)

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Per entrare nel Sancta Sanctorum nella sua residenza al Vittoriale il Vate pronunciò “Prendo possesso di questa terra votiva che mi è data in sorte”. A lui tutto era dovuto, tutto era pensato dalla sua molteplice attività, di poeta, di combattente, di raccoglitore di “cose” di antiquariato… anche moderno.
Spettacolare ed invasiva è la stanza “della servitù” dove morì il 1 marzo 1938 (era nato a Pescara nel 1863). Qui si trova un tavolo da lavoro della Zambracca ripieno di pezzi rari.
Nell’articolo vengono illustrati mobili, oggetti definiti una canonica cardinalizia e di oggetti per bene pregare.
Genio et voluntati… Il buon ritiro con ricordi artistici anche di Michelangelo, manoscritti di Wagner.
Vale assolutamente una visita attenta ed accurata.
Tutto “Hoc opus, hic labor est” è stata ricerca di un certosino colto, curioso, conoscitore di tempi e cose.
Alla fine per D’Annunzio l’arte è guerra: è una milizia eroica.